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Caccarelle

Le caccarelle sono dolci tipici della cucina pugliese. Sono a base di latte, cioccolato fondente, uova, cannella, zucchero, rum. Si servono con la panna montata.

Ingredienti
1 litro di latte
250 g di cioccolato fondente
4 uova
1 stecca di cannella
250 g di zucchero
1 bicchierino di rum

Preparazione
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, intanto mescolate il latte con lo zucchero, unite le uova e sbattete con uno sbattitore elettrico. Quando il cioccolato si sarà sciolto unite la cannella e il rum. Unite il cioccolato con il latte, lo zucchero e le uova, mettete il tutto nella sacca dei dolci e formate delle montagnuole su una teglia già ricoperta con la carta da forno. Cuocete a 200°C per circa 30 minuti, fino a quando non si saranno indurite fuori e dentro devono avere un cuore caldo.
Servite con la panna da montare.

Presentazione
Il piatto è molto semplice ma complesso nel gusto, il suo nome deriva da una parola dialettale cioè: cacatelle.

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Buondì

Il buondì è una brioche prodotta dal 1953 dalla Motta e dal 2002 dalla Bistefani. Il buondì è tradizionalmente ricoperto da un sottile strato di glassa, sul quale sono spolverati dei granelli di zucchero.

Storia

Il buondì fu inventato nel 1953 da Angelo Motta, la cui intenzione era quella di produrre una brioche sulla base del tradizionale panettone. Il prodotto divenne in breve tempo molto popolare, rimanendo in produzione tutt'oggi. Prodotto sin dall'inizio dall'azienda Motta, il Buondì è diventato un prodotto della Bistefani, quando nel 2002 quest'ultima ha rilevato il marchio.

Varianti

Oltre al buondì classico, dall'inizio degli anni ottanta sono state prodotte alcune varianti del prodotto. La prima variante è stata il buondì al cioccolato (brioche ricoperta da glassa al cacao, e ripiena di cioccolato), a cui sono seguiti il buondì con farcitura alla marmellata di albicocca, alla crema al latte, alla crema al cacao ed alla crema pasticcera (quest'ultima chiamata Special Edition).

INGREDIENTI

200gr farina 00
200gr farina manitoba
130gr zucchero semolato extrafine
25gr lievito di birra (io ho usato 150 gr di pm)
2 uova
1 buccia di limone
vaniglia

Ingredienti per la glassa:
1 albume
80gr zucchero semolato extrafine
20 gr di zucchero a velo
50 gr di mandorle pelate
zucchero in granella

PROCEDIMENTO
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida. Mettete le farine, lo zucchero, il burro morbido ed il lievito all’interno del vaso della planetaria e cominciate ad impastare alla velocità minima. Appena il composto comincia ad amalgamarsi aggiungete le uova, una volta, la buccia del limone e la vaniglia... Lasciate lavorare l’impasto. Se dovesse risultare troppo sodo aggiungete un paio di cucchiai d’acqua. Lasciate lavorare per una decina di minuti, dopodiché spostate l’impasto in una ciotola capiente, copritela con un canovaccio, e lasciatelo lievitare per 4 ore.
Una volta trascorso il tempo di lievitazione, riprendete l’impasto, lavoratelo brevemente e tagliatelo in 15 panetti da 40gr circa. Lavorate ogni singolo panetto dandogli una leggera forma allungata e disponeteli su una teglia rivestita di carta da forno oppure negli appositi stampini. Una volta realizzate tutte le brioche lasciateli lievitare nuovamente per 40 minuti circa.
A questo punto metteteli in forno già caldo a 180 C per 25 minuti.
Nel frattempo che le brioche cuociono preparatevi la glassa: sbattete leggermente gli albumi con una forchetta. Aggiungete lo zucchero normale e mescolate fino a completo assorbimento e solo allora aggiungete la farina di mandorle creata tritando le mandorle pelate insieme allo zucchero a velo.
Una volta che le brioche sono cotte, spennellate la superficie con la glassa che avete preparato, cospargetele con lo zucchero in granella e rimette in forno per 5 minuti con il grill acceso.
Le brioche possono essere preparate e conservate in congelatore per averle sempre pronte al momento del bisogno. Per scongelarle basta tirarle fuori dal congelatore la sera precedente e scaldarle pochi minuti in forno prima di mangiarle.

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Colac molisani: il dolce contadino che racconta la storia autentica del Molise


Nel cuore gastronomico del Molise esiste un dolce che più di molti altri incarna la memoria rurale, la resilienza alimentare e l’identità culturale del territorio: i Colac. Questi biscotti rustici, diffusi nelle tradizioni domestiche della regione e parte integrante del patrimonio dolciario della Italia, rappresentano uno degli esempi più autentici di cucina di recupero trasformata in eccellenza gastronomica.

I Colac molisani sono biscotti chiusi, generalmente modellati a forma di raviolo o mezzaluna, ripieni con un composto ricco e nutriente a base di frutta secca, mele cotte e pane raffermo. Parole chiave come dolci tradizionali molisani, biscotti rustici italiani, ricette contadine storiche, dolci con pane raffermo e frutta secca raccontano perfettamente la loro identità culinaria e il loro ruolo nella tradizione locale.

Questi biscotti non nascono in contesti aristocratici o pasticcerie elaborate. Nascono nelle case, nelle cucine a legna, nei momenti in cui il cibo doveva durare, nutrire e non essere mai sprecato. Ed è proprio questa origine che oggi li rende così attuali, in un’epoca in cui sostenibilità alimentare e recupero delle tradizioni sono tornati al centro dell’attenzione gastronomica.

I Colac sono figli diretti della civiltà agricola molisana. Fino a pochi decenni fa, nelle campagne del Molise, ogni ingrediente aveva un valore assoluto. Il pane raffermo, in particolare, era considerato una risorsa preziosa e veniva riutilizzato in numerose preparazioni, sia salate sia dolci.

La presenza della frutta secca — noci, mandorle e talvolta nocciole — riflette la disponibilità agricola locale e la necessità di utilizzare ingredienti conservabili durante l’inverno. Le mele, cotte lentamente, garantivano dolcezza naturale e umidità al ripieno, evitando l’uso eccessivo di zucchero, che in passato era costoso.

Tradizionalmente, i Colac venivano preparati durante festività religiose, lavori agricoli stagionali o momenti comunitari importanti. Erano biscotti da viaggio, da lavoro, da condivisione.

Ricetta tradizionale dei Colac molisani

Ingredienti (circa 20–24 biscotti)

Impasto

  • 500 g farina 00

  • 150 g zucchero

  • 2 uova

  • 120 ml olio extravergine leggero o olio di semi

  • 80 ml latte

  • scorza di limone grattugiata

Ripieno

  • 200 g pane raffermo grattugiato

  • 2 mele cotte e schiacciate

  • 120 g frutta secca tritata (noci e mandorle)

  • 80 g uvetta ammollata

  • 2 cucchiai miele

  • cannella q.b.

Preparazione passo dopo passo

Preparazione del ripieno

Cuocere le mele a pezzi in poca acqua fino a renderle morbide. Schiacciarle grossolanamente.

Mescolare pane raffermo, purea di mele, frutta secca, uvetta, miele e cannella. Lasciare riposare almeno 30 minuti: il pane assorbirà l’umidità rendendo il ripieno compatto e profumato.

Preparazione dell’impasto

Unire farina e zucchero. Aggiungere uova, olio, latte e scorza di limone. Impastare fino a ottenere una massa liscia ed elastica. Lasciare riposare circa 20–30 minuti.

Formatura

Stendere la pasta sottile. Tagliare dischi o rettangoli. Inserire il ripieno e chiudere a mezzaluna o raviolo, sigillando bene i bordi.

Cottura

Cuocere a 180°C per 25–30 minuti fino a doratura leggera. I Colac devono restare chiari e leggermente croccanti fuori.



Il gusto dei Colac è rustico, speziato, equilibrato tra dolce e naturale.

Abbinamenti perfetti

  • Passito leggero

  • Vin santo

  • Caffè tradizionale italiano

  • Tisane alle erbe

Dal punto di vista nutrizionale, i Colac offrono fibre, grassi buoni della frutta secca e carboidrati complessi. Rispetto ai dolci industriali, hanno un contenuto zuccherino più naturale e bilanciato.

Oggi alcune versioni moderne utilizzano farine integrali o riducono lo zucchero, ma la versione tradizionale resta la più rappresentativa dal punto di vista storico e culturale.

I Colac molisani sono molto più di semplici biscotti. Sono un manifesto culturale della cucina del recupero, della stagionalità e della memoria familiare. Raccontano una società che trasformava la necessità in creatività culinaria.

In un mondo dominato dalla standardizzazione alimentare, dolci come i Colac ricordano il valore del gesto domestico, della lentezza e della tradizione tramandata oralmente.

Continuano a vivere nelle cucine delle famiglie, nelle feste locali e nella memoria collettiva del Molise, mantenendo intatta la loro missione: nutrire, raccontare e preservare identità.




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