La storia dell'Imagawayaki inizia nel cuore di Edo (l'antica Tokyo), durante l'era An'ei (tra il 1772 e il 1781). Un venditore ambulante aprì una piccola bancarella nei pressi del ponte Imagawabashi, a Kanda, e iniziò a vendere un dolce caldo e rotondo, fatto con una semplice pastella di farina e ripieno di pasta di fagioli rossi dolci (anko). Il ponte diede il nome al dolce: Imagawayaki, che significa letteralmente "cotto al forno (o alla piastra) di Imagawa".
Questi dolcetti divennero subito popolari tra i cittadini di Edo grazie al loro sapore confortante e al prezzo accessibile. Con il passare dei secoli, l'Imagawayaki si è diffuso in tutto il Giappone e oltre, diventando un classico immancabile dei festival (matsuri) e delle bancarelle di strada.
Oggi, l'Imagawayaki è famoso per la sua crosta esterna leggermente croccante e il cuore morbido e caldo. Mentre la versione tradizionale prevede l'anko, la sua popolarità ha dato vita a infinite varianti, sia dolci che salate, che lo rendono uno street food amatissimo da tutti.
L'Imagawayaki è versatile e si abbina bene a diverse bevande, a seconda del ripieno scelto:
Tè Verde (Matcha): L'abbinamento classico per eccellenza. L'amaro erbaceo e leggermente astringente del matcha pulisce il palato e bilancia perfettamente la dolcezza del ripieno di anko o della crema pasticcera.
Tè Giapponese (Sencha o Hojicha): Il tè verde tostato (Hojicha) ha note di nocciola e caramello che si sposano meravigliosamente con i ripieni dolci. Il Sencha, più fresco, offre un contrasto pulito.
Caffè: Perfetto per un abbinamento occidentale. L'amarezza del caffè esalta i ripieni come la crema alla vaniglia, il cioccolato o persino le varianti al curry.
Latte o Latte di Soia: Ideale per un momento di dolcezza, soprattutto se l'Imagawayaki è appena sfornato e caldo. Il latte ne esalta la morbidezza.
Sake dolce (Amanazake): Una scelta più tradizionale e insolita, particolarmente indicata nelle fredde serate invernali.
Ecco la ricetta per preparare circa 6-8 Imagawayaki, utilizzando la ricetta classica al ripieno di anko. Se non avete la padella apposita, potete usare una padella antiaderente normale, anche se la forma sarà meno perfetta.
Ingredienti
Per la pastella:
150 g di farina 00 (o farina per dolci)
1 cucchiaino di lievito per dolci (baking powder)
1 uovo medio
30 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di miele (o sciroppo d'acero, per una maggiore morbidezza)
200 ml di latte (o acqua, per una versione più leggera)
Per il ripieno:
150-200 g di anko (pasta di fagioli rossi dolci) già pronta, o preparata in casa.
Per la cottura:
Olio vegetale (o burro chiarificato) per ungere la padella.
Preparazione
1. Preparare
la pastella:
In una ciotola capiente, rompete l'uovo e
sbattetelo con una frusta a mano. Aggiungete lo zucchero e il miele e
mescolate fino a ottenere un composto omogeneo e leggermente spumoso.
Versate il latte a filo, continuando a mescolare. Setacciate la
farina con il lievito e incorporatela al composto liquido, mescolando
delicatamente con una frusta o una spatola fino a ottenere una
pastella liscia e senza grumi. Coprite la ciotola con un panno e
lasciate riposare la pastella per almeno 15-20 minuti a temperatura
ambiente. Questo passaggio è fondamentale per far idratare la farina
e rendere la pastella più morbida.
2. Preparare
il ripieno:
Se l'anko non è già in palline, prendete
piccole porzioni di pasta (circa 20-25 g) e formate delle palline
leggermente schiacciate. Tenetele da parte. Se usate un ripieno
diverso (es. crema pasticcera), assicuratevi che sia abbastanza
denso.
3. Cuocere
gli Imagawayaki:
Scaldate la padella per Imagawayaki (o
una padella antiaderente) a fuoco medio-basso. Ungete leggermente gli
stampi con un pennello da cucina e un filo d'olio. Versate un mestolo
di pastella in uno stampo, riempiendolo per circa 1/3. Mettete una
pallina di anko al centro della pastella. Importante: non
schiacciatela troppo. Quando la pastella inizia a fare delle
bollicine e i bordi iniziano a dorarsi (dopo circa 2-3 minuti),
prendete la seconda metà dello stampo (se usate la padella apposita)
o un secondo disco di pastella che avrete cotto in un altro stampo.
Coprite il primo disco (quello con il ripieno) con il secondo,
sigillando bene i bordi. Schiacciate delicatamente con una spatola
per unire i due strati. Cuocete per un altro paio di minuti, poi
girate il dolce e cuocete l'altro lato fino a doratura uniforme.
4.
Servire:
Gli Imagawayaki sono deliziosi serviti caldi,
appena sfornati, quando la crosta è ancora leggermente croccante e
il ripieno è morbido e filante.
Curiosità: I tanti nomi dell'Imagawayaki
A seconda della regione giapponese o del produttore, questo dolce cambia nome. Ecco alcuni esempi:
Ōban-yaki (大判焼き) – usato prevalentemente nel Kansai.
Kaiten-yaki (回転焼き) – usato nel Kansai e nel Kyūshū.
Nijū-yaki (二重焼き) – letteralmente "cottura doppia".
Gozasōrō (御座候) – nome dato dalla famosa azienda di Himeji.
Higiri-yaki (ひぎりやき) – nome usato dalla Sawai Honpo in Ehime.
Fukkō-yaki (復興焼き) – nome usato dopo il Grande terremoto del Kantō del 1923, che significa "yaki della ricostruzione".
Questa varietà di nomi testimonia quanto questo dolce sia radicato nella cultura gastronomica giapponese, declinato e amato in ogni angolo del Paese.





