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La nuova frontiera del gusto

 


La notizia, che ha già cominciato a circolare negli ambienti della ristorazione e tra gli appassionati del settore, porta con sé un'eco di un successo che sembrava ormai consolidato e che ora si apre a un nuovo, ardito capitolo. Tommaso Mazzanti, l'imprenditore che ha trasformato All'Antico Vinaio da bottega di famiglia a fenomeno globale, con quasi sessanta punti vendita nel mondo e circa mille collaboratori, cambia registro e si affaccia sul mondo del gelato con un progetto che porta il nome di Oblò . La scelta di Forte dei Marmi, in via Roma 8, a due passi dal Pontile e da piazza Garibaldi, non è un dettaglio, ma un manifesto: il cuore della Versilia, con il suo mare, il suo passeggio, le sue vetrine accese e le sue famiglie in vacanza, fa da sfondo naturale a un prodotto che, come la schiacciata, è profondamente italiano, popolare e carico di desiderabilità . Dopo aver conquistato il mondo con il pane croccante, i salumi e il tormentone "bada come la fuma", Mazzanti si misura con un altro codice sentimentale, un altro simbolo del made in Italy, e lo fa insieme alla moglie Clara Fioretti, che ha già fatto parte del percorso di crescita del colosso fiorentino .

L'operazione, che si inserisce negli spazi dell'ex ristorante La Ciurma, dove i lavori sono già in corso, è presentata come un ritorno alle origini, un ricominciare dall'anno zero con l'entusiasmo e l'energia che hanno caratterizzato gli inizi di quasi vent'anni fa, ma con la consapevolezza di un'esperienza che rende il nuovo progetto tutt'altro che ingenuo . L'obiettivo dichiarato è quello di mantenere i valori che hanno reso All'Antico Vinaio una storia di successo: il made in Italy, la qualità, l'esperienza del cliente, la formazione della squadra e la costruzione di un'identità forte . Il gelato, in questa prospettiva, non è solo un prodotto da vendere, ma un mezzo per esprimere una filosofia, un modo di intendere l'accoglienza e la tradizione che, sebbene declinato in un formato diverso, resta fedele a una cifra stilistica riconoscibile .

Resta da vedere, naturalmente, come questo progetto si tradurrà nella pratica, quali gusti proporrà, quale sarà il tipo di produzione e come riuscirà a distinguersi in un mercato già affollato di eccellenze. Ma se la storia di Mazzanti insegna qualcosa, è che la sua capacità di leggere il desiderio del pubblico, di trasformare un prodotto semplice in un'icona, è un talento che non si improvvisa e che, in fondo, è già la migliore garanzia del successo di Oblò. La data di apertura non è ancora stata comunicata, ma l'attesa, come spesso accade per le cose destinate a diventare mito, è già cominciata.

Cesio Endrizzi


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