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Bavarese al caffè: storia, tecnica, ricetta e abbinamenti

 



La bavarese è uno di quei dolci che sembrano semplici soltanto finché non si prova a prepararli. Pochi ingredienti — latte, tuorli, zucchero, panna e gelatina — producono una consistenza particolare, a metà strada tra una crema e un dolce al cucchiaio strutturato.

E quando entra in gioco il caffè, la bavarese acquista una dimensione ancora più interessante: la componente amara e aromatica del caffè bilancia la dolcezza della crema e permette di costruire un dessert elegante senza bisogno di una quantità enorme di ingredienti.

Una bavarese che viene dalla Baviera?

Il nome trae effettivamente origine dalla Baviera, ma la storia del dolce è legata soprattutto alla cucina francese.

La bavarese appartiene alla grande famiglia dei dolci e delle preparazioni francesi sviluppatesi tra Settecento e Ottocento. Il nome è probabilmente collegato a una preparazione ispirata alla cucina bavarese e diffusa negli ambienti aristocratici francesi.

Non bisogna però confondere l'origine del nome con quella della ricetta moderna.

La bavarese contemporanea è infatti costruita secondo un principio tipico della pasticceria francese: una crema inglese aromatizzata viene stabilizzata con gelatina e alleggerita con panna montata.

È proprio questa struttura a distinguerla da molte altre creme e mousse.

Bavarese, mousse e panna cotta: non sono la stessa cosa

La confusione è comprensibile perché i tre dolci possono presentarsi in forme simili.

La bavarese parte normalmente da una crema inglese composta da latte, tuorli e zucchero. Alla crema viene aggiunta la gelatina e, quando la temperatura è scesa, la panna montata. Il risultato è una preparazione cremosa ma sufficientemente stabile da poter essere sformata.

La mousse è invece una categoria molto più ampia. Può essere costruita in diversi modi e non necessariamente contiene una crema inglese o gelatina. La sua caratteristica fondamentale è la struttura aerata.

La panna cotta, infine, non viene alleggerita con panna montata. La panna viene aromatizzata, zuccherata e stabilizzata con gelatina. Una volta raffreddata, solidifica formando una struttura diversa da quella della bavarese.

In breve:

Bavarese = crema inglese + gelatina + panna montata.

Questa formula non è una legge assoluta per ogni ricetta esistente, ma rappresenta la struttura classica di riferimento.

Perché il caffè funziona così bene

Il caffè è particolarmente adatto alla bavarese perché introduce una componente aromatica intensa e una lieve amarezza.

La crema inglese contiene già latte, tuorli e zucchero, quindi tende naturalmente verso una componente dolce e morbida. Il caffè rompe questa uniformità.

Per una bavarese elegante è preferibile che il caffè non venga semplicemente aggiunto in quantità eccessiva. Deve profumare la crema senza trasformarla in un dessert aggressivamente amaro.

Il caffè solubile è particolarmente pratico perché si scioglie direttamente nel latte caldo e permette di ottenere un aroma uniforme.

Chi vuole un risultato più complesso può utilizzare anche un caffè espresso molto concentrato, tenendo però conto della quantità di liquido introdotta nella ricetta.

Bavarese al caffè con base al cacao

Una possibilità particolarmente riuscita è accompagnare la bavarese con una sottile base al cacao.

Il cacao aggiunge una componente amara e tostata che dialoga perfettamente con il caffè. La base non deve però diventare troppo spessa: il protagonista rimane la bavarese.

Ingredienti per 8-10 persone

Per la base al cacao

  • 3 uova
  • 100 g di zucchero
  • 30 g di cacao amaro
  • burro q.b. per lo stampo
  • amido di mais q.b. per lo stampo

Per la bavarese

  • 300 g di latte intero
  • 320 g di panna fresca
  • 100 g di zucchero
  • 4 tuorli
  • 15 g di gelatina in fogli
  • 2 cucchiaini di caffè solubile

Preparazione della base

Separate i tuorli dagli albumi.

Lavorate i tuorli con 60 g dello zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

Montate gli albumi a neve aggiungendo progressivamente i 40 g di zucchero rimasti.

Setacciate il cacao e incorporatelo delicatamente al composto di tuorli. Aggiungete quindi gli albumi montati, lavorando con una spatola dal basso verso l'alto per non smontarli.

Imburrate uno stampo a cerniera da circa 22 cm di diametro e spolverizzatelo con amido di mais.

Versate il composto e livellatelo.

Cuocete in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 15 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente.

Preparare la bavarese

Mettete la gelatina in ammollo in acqua fredda.

Nel frattempo lavorate i tuorli con lo zucchero.

Scaldate il latte insieme al caffè solubile. Non è necessario portarlo a ebollizione.

Versate lentamente il latte caldo sui tuorli, mescolando continuamente.

Trasferite il composto sul fuoco e cuocetelo delicatamente fino a quando raggiunge la temperatura necessaria a cuocere la crema senza farla bollire violentemente.

Questo passaggio è fondamentale.

Una crema inglese non deve essere trattata come una crema pasticcera: non bisogna aspettare che diventi molto densa. La cottura eccessiva può far coagulare le proteine dell'uovo, producendo una consistenza granulosa.

Quando la crema è pronta, toglietela dal fuoco.

Strizzate la gelatina e incorporatela immediatamente, mescolando fino a quando sarà completamente sciolta.

Trasferite la crema in una ciotola e fatela raffreddare rapidamente, anche immergendo la ciotola in acqua fredda.

Bisogna però evitare che la crema diventi fredda al punto da far solidificare la gelatina prima dell'aggiunta della panna.

La panna è il passaggio delicato

Montate la panna fino a ottenere una consistenza morbida e cremosa.

Non deve necessariamente diventare durissima.

Quando la crema al caffè è sufficientemente raffreddata, incorporate la panna in più riprese, utilizzando una spatola e movimenti delicati dal basso verso l'alto.

Questo passaggio determina buona parte della consistenza finale.

Se si lavora troppo energicamente, si perde l'aria incorporata nella panna.

Versate quindi la bavarese sopra la base al cacao.

Livellate la superficie e mettete il dolce in freezer per circa due ore, quindi trasferitelo in frigorifero e lasciatelo riposare per almeno 12 ore.

Il passaggio in freezer facilita la stabilizzazione iniziale e rende più semplice ottenere un dolce perfettamente compatto.

Prima di servirla, lasciate la bavarese qualche minuto fuori dal frigorifero.

Come capire se la bavarese è riuscita

Una buona bavarese deve essere stabile ma non gommosa.

Al taglio deve mantenere la forma, ma la consistenza deve rimanere cremosa e fondente.

Se sembra una gelatina molto dura, probabilmente la quantità di gelatina è eccessiva rispetto alla parte liquida oppure il dolce è stato servito troppo freddo.

Se invece non mantiene la forma, possono esserci diversi motivi: quantità insufficiente di gelatina, crema inglese non correttamente raffreddata, panna montata incorporata male oppure proporzioni non equilibrate.

La temperatura di servizio conta molto.

Una bavarese appena tolta dal frigorifero può sembrare più compatta di quanto sia realmente.

Come servirla

La soluzione più semplice è decorare la superficie con pochi elementi.

Per esempio:

  • chicchi di caffè;
  • scaglie o riccioli di cioccolato fondente;
  • cacao amaro setacciato;
  • piccole meringhe;
  • panna montata non zuccherata o leggermente zuccherata;
  • una salsa al cioccolato in quantità moderata.

La parola chiave è moderazione.

La bavarese è già un dolce strutturato. Una decorazione troppo abbondante rischia di coprirne aromi e consistenza.

Gli abbinamenti migliori

Caffè

È l'abbinamento più naturale, ma non necessariamente quello più interessante se si vuole evitare di amplificare troppo l'amaro.

Un espresso corto e aromatico può funzionare molto bene, soprattutto dopo il dessert.

Cioccolato fondente

È probabilmente uno degli abbinamenti più riusciti.

Il cacao e il cioccolato fondente rafforzano le note tostate del caffè senza introdurre aromi estranei.

Meglio evitare però un cioccolato estremamente amaro se la bavarese contiene già molto caffè.

Nocciole

La nocciola porta una componente tostata e grassa che si sposa molto bene con caffè e cacao.

Una piccola granella di nocciole tostate può essere utilizzata anche per aggiungere contrasto croccante.

Mandorle

Più delicate delle nocciole, permettono di mantenere il caffè al centro del dessert.

Caramello

Il caramello funziona grazie al contrasto tra dolcezza, tostatura e amaro.

Va però dosato con attenzione: una salsa al caramello molto zuccherina può rendere il dessert stucchevole.

Arancia

La scorza d'arancia può introdurre una nota fresca e aromatica molto interessante.

È sufficiente pochissima scorza finemente grattugiata.

Liquori

Per un dessert più adulto si possono valutare liquori compatibili con il caffè, come rum, whisky, brandy o alcuni liquori al caffè.

Anche in questo caso l'obiettivo non è coprire il dessert con l'alcol, ma aggiungere una nota aromatica.

Un dettaglio importante: la temperatura

La bavarese non dovrebbe essere servita gelata.

Il freddo intenso riduce la percezione degli aromi e rende la gelatina più rigida.

Dopo un adeguato riposo in frigorifero, qualche minuto a temperatura ambiente permette alla struttura di ammorbidirsi e agli aromi del caffè di emergere meglio.

Il vero segreto della bavarese

La difficoltà della bavarese non sta nel numero degli ingredienti.

Sta nel controllo delle temperature, delle consistenze e dei tempi.

Bisogna cuocere correttamente la crema inglese, sciogliere la gelatina senza rovinarne la struttura, raffreddare la crema al momento giusto e incorporare la panna senza smontarla.

Sono piccoli passaggi che sembrano secondari sulla carta, ma che determinano il risultato finale.

Una bavarese ben fatta non deve essere né una mousse troppo ariosa né una gelatina aromatizzata.

Deve essere quello che la sua struttura promette: un dolce cremoso, elegante e stabile, capace di sciogliersi lentamente in bocca.

E nella versione al caffè, il contrasto tra la morbidezza della crema, la tostatura del caffè e l'amarezza del cacao rende particolarmente efficace anche una ricetta relativamente semplice.

Cesio Endrizzi

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Torta al limone fredda senza cottura allo yogurt

 


Fresca, cremosa e profumata, questa torta al limone è pensata per l'estate: non richiede alcuna cottura, si prepara con pochi ingredienti e deve soltanto riposare in frigorifero prima di essere servita.

La base croccante di biscotti e burro racchiude una crema morbida preparata con yogurt greco, panna, zucchero e succo e scorza di limone.

È un dolce semplice, ma il risultato dipende molto dalla qualità degli ingredienti: soprattutto dal profumo dei limoni e dalla consistenza dello yogurt.

Storia e caratteristiche

La torta al limone fredda appartiene alla grande famiglia dei dessert senza cottura che hanno nella freschezza e nella praticità il loro punto di forza.

La struttura ricorda quella di una cheesecake, ma presenta una differenza sostanziale.

La cheesecake classica utilizza generalmente una crema a base di formaggio fresco, mentre in questa preparazione la parte cremosa viene realizzata con yogurt greco e panna montata. Anche la base è volutamente semplice: biscotti secchi ridotti in polvere e burro fuso.

Il risultato è quindi più leggero nella percezione e soprattutto molto più caratterizzato dall'acidità e dal profumo del limone.

Non serve accendere il forno e la torta può essere preparata con diverse ore di anticipo, caratteristica particolarmente utile quando viene servita alla fine di un pranzo o di una cena estiva.

Il ruolo del limone

Il limone è l'elemento che determina il carattere del dolce.

Il succo porta acidità e freschezza, mentre la scorza grattugiata contiene gli oli essenziali responsabili del profumo più intenso dell'agrume.

Per questo è preferibile utilizzare limoni non trattati quando si deve impiegare anche la scorza.

È importante inoltre non eccedere con il succo: troppo liquido renderebbe la crema più difficile da stabilizzare e potrebbe coprire completamente il gusto dello yogurt.

Ricetta

Ingredienti

Per la base

  • 250 g di biscotti secchi
  • 120 g di burro fuso

Si possono utilizzare anche biscotti integrali, digestive oppure amaretti per ottenere una base più aromatica.

Per la crema

  • 250 g di yogurt greco
  • 200 ml di panna fresca da montare
  • 100 g di zucchero a velo
  • succo di 2 limoni
  • scorza grattugiata di 1 limone

Per decorare

  • fettine di limone
  • qualche foglia di menta fresca

Preparazione

1. Preparare la base di biscotti

Frullate i biscotti fino a ridurli in una polvere abbastanza fine.

Trasferiteli in una ciotola, aggiungete il burro fuso e mescolate fino a ottenere un composto dall'aspetto sabbioso e uniforme.

2. Compattare la base

Rivestite il fondo di una tortiera a cerniera con carta da forno.

Versate il composto di biscotti e burro nella tortiera e distribuitelo uniformemente.

Compattatelo con il dorso di un cucchiaio, oppure con il fondo di un bicchiere, esercitando una pressione sufficiente a creare uno strato compatto.

Mettete la tortiera in frigorifero per almeno 30 minuti.

3. Preparare la crema al limone

Montate leggermente la panna: deve diventare morbida e spumosa, senza essere montata fino a una consistenza eccessivamente rigida.

Incorporatela delicatamente allo yogurt greco.

Aggiungete lo zucchero a velo, il succo dei due limoni e la scorza grattugiata.

Mescolate con delicatezza fino a ottenere una crema omogenea.

4. Farcire la torta

Riprendete la base ormai rassodata dal frigorifero.

Versatevi sopra la crema al limone e distribuitela uniformemente con una spatola.

Livellate la superficie.

5. Il riposo in frigorifero

Mettete nuovamente la torta in frigorifero per almeno 3 ore.

Per ottenere una consistenza più stabile e permettere ai sapori di amalgamarsi meglio, è preferibile prepararla il giorno precedente e lasciarla riposare tutta la notte.

6. Decorare e servire

Prima di portarla in tavola, decorate la superficie con fettine di limone e qualche foglia di menta fresca.

Sformate delicatamente la torta e servitela ben fredda.

Abbinamenti

La freschezza della torta permette abbinamenti molto semplici.

Una macedonia di frutti di bosco aggiunge colore e una componente acidula che si sposa bene con il limone.

Anche fragole, lamponi e mirtilli possono essere utilizzati direttamente come decorazione.

Per una bevanda analcolica, sono indicati un tè freddo al limone non troppo zuccherato oppure un'infusione fredda di menta.

Per mantenere il dessert leggero, eviterei invece bevande eccessivamente dolci: la torta possiede già una componente zuccherina importante.

Varianti

La ricetta si presta facilmente a qualche modifica.

Per una base più aromatica si possono sostituire parte dei biscotti secchi con amaretti, mentre i biscotti integrali danno un gusto più rustico.

La crema può essere profumata con una piccola quantità di vaniglia, purché non venga utilizzata in quantità tale da coprire il limone.

Per una presentazione più elegante, invece della torta intera si può preparare il dessert in bicchieri monoporzione, alternando base di biscotti e crema.

Conservazione

La torta deve essere conservata in frigorifero.

La ricetta indica una conservazione di 2-3 giorni, purché mantenuta sempre al freddo e ben protetta. La consistenza migliore, tuttavia, si apprezza nei primi giorni, quando la base conserva ancora parte della sua componente croccante.

Il risultato

È un dolce costruito su un contrasto molto semplice ma efficace:

base croccante, crema morbida, acidità del limone e freschezza dello yogurt.

E soprattutto ha un vantaggio che in piena estate vale quasi quanto il sapore: il forno rimane spento.

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Torta dissetante allo yogurt e anguria

 


L'anguria è probabilmente uno dei simboli più immediati dell'estate: fresca, dolce, ricchissima d'acqua e perfetta quando il caldo fa passare la voglia di dolci elaborati.

In questa preparazione diventa addirittura il cuore della torta. Un disco spesso di anguria viene racchiuso tra due sottili dischi di pan di Spagna alle mandorle e completato con yogurt greco, frutti di bosco, menta e mandorle a lamelle.

Il risultato è un dolce molto diverso dalle classiche torte estive: non è una torta farcita con l'anguria, ma una vera e propria fetta di anguria inserita all'interno della torta

La particolarità di questa ricetta sta soprattutto nella costruzione.

Il pan di Spagna non deve essere alto come quello tradizionale destinato a essere tagliato e farcito: viene cotto in uno strato sottile e poi ritagliato in due dischi dello stesso diametro del disco di anguria.

L'anguria costituisce quindi lo strato centrale del dolce. Il suo elevato contenuto d'acqua mantiene la torta fresca e succosa, mentre lo yogurt greco aggiunge cremosità e una nota leggermente acidula che bilancia la dolcezza del frutto.

La farina di mandorle nel pan di Spagna introduce invece una componente più aromatica e leggermente croccante, soprattutto se la torta viene completata con mandorle a lamelle.

È una preparazione pensata per essere consumata molto fresca: proprio per la presenza dell'anguria, non è una torta da preparare con largo anticipo. La ricetta consiglia di servirla subito oppure di conservarla in frigorifero per un massimo di circa due ore.

Ricetta

Dosi: 8 porzioni
Tempo: circa 1 ora

Ingredienti

Per il pan di Spagna

  • 50 g di farina 00
  • 30 g di farina di mandorle
  • 2 uova
  • 2 tuorli
  • 70 g di zucchero
  • scorza di limone
  • un pizzico di sale
  • burro per la placca
  • farina per la placca

Per la farcitura

  • 300 g di yogurt greco
  • 1 disco di anguria spesso circa 4 cm
  • zucchero

Per completare

  • dadini di anguria
  • foglie di menta
  • frutti di bosco
  • mandorle a lamelle

Preparazione

1. Preparare il composto

Montate le uova e i tuorli con 70 g di zucchero utilizzando le fruste elettriche o la planetaria.

Lavorate il composto fino a ottenere una massa molto chiara, leggera e spumosa. È importante incorporare aria: sarà proprio questa montata a dare leggerezza al sottile pan di Spagna.

Aggiungete quindi la farina 00 e la farina di mandorle, incorporandole delicatamente. Unite un pizzico di sale e una piccola quantità di scorza di limone grattugiata.

2. Preparare la placca

Foderate una placca con carta da forno, quindi imburratela e infarinatela.

Sbucciate il disco di anguria e misuratene il diametro. Dovrete realizzare due dischi di pan di Spagna esattamente della stessa misura.

Per ottenere una forma precisa potete utilizzare un anello regolabile.

Se non ne avete uno, è possibile realizzare un anello provvisorio utilizzando una striscia di cartone rivestita di alluminio.

3. Cuocere il pan di Spagna

Versate il composto nella placca, all'interno dell'anello, formando due dischi.

Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 7-10 minuti.

La cottura è molto breve perché il pan di Spagna viene steso in uno strato sottile.

Nel frattempo lavorate lo yogurt greco con 2 cucchiaini di zucchero, fino a renderlo cremoso e leggermente dolce.

4. Raffreddare e ritagliare

Sfornate il pan di Spagna e lasciatelo raffreddare completamente.

Staccate quindi i due dischi dalla placca, facendo attenzione a non romperli.

Utilizzate lo stesso anello impiegato per la cottura per rifilare il disco di anguria, in modo che abbia esattamente lo stesso diametro del pan di Spagna.

5. Montare la torta

Posizionate alla base il primo disco di pan di Spagna.

Spalmatevi sopra uno strato di yogurt greco.

Adagiate quindi il disco di anguria e completate con il secondo disco di pan di Spagna.

La struttura sarà quindi:

pan di Spagna → yogurt → anguria → pan di Spagna.

6. Decorare

Completate la superficie con altro yogurt e decorate a piacere con:

  • dadini di anguria;
  • foglie di menta;
  • frutti di bosco;
  • mandorle a lamelle.

La decorazione può essere lasciata volutamente semplice: il contrasto tra il rosso dell'anguria, il bianco dello yogurt e i colori della frutta rende già molto scenografica la torta.

Servitela immediatamente oppure conservatela in frigorifero per non più di circa due ore.

Abbinamenti

Questa è una torta che richiede abbinamenti altrettanto freschi.

Un buon tè verde freddo al limone accompagna bene sia l'anguria sia lo yogurt senza aggiungere eccessiva dolcezza.

Per una bevanda analcolica più aromatica si può scegliere un'infusione fredda di menta e limone, eventualmente senza zucchero.

Anche una semplice acqua aromatizzata con limone, menta e qualche frutto di bosco funziona perfettamente.

Dal punto di vista della frutta, i frutti di bosco sono particolarmente adatti perché introducono acidità e profumo, mentre le mandorle aggiungono la componente croccante che manca naturalmente all'anguria.

Il risultato

Questa torta funziona proprio perché gioca sui contrasti: morbido e succoso, cremoso e croccante, dolce e leggermente acidulo.

Ma soprattutto mantiene ciò che rende l'anguria irresistibile d'estate: la sensazione di freschezza.

Non è quindi una torta estiva semplicemente decorata con l'anguria. È l'anguria stessa a diventare il centro della torta.



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La deliziosa crostata con la pasta di mandorle

 


Una crostata morbida e delicata, profondamente legata alla tradizione dolciaria salentina. La pasta frolla racchiude uno strato di pasta di mandorle e frutta fresca di stagione: fichi e pesche, completati da mandorle a lamelle e zucchero di canna.

Questa crostata appartiene a quella cucina domestica italiana fatta di ricette che non nascono necessariamente nei laboratori di pasticceria, ma nelle case, nelle famiglie e nelle occasioni condivise.

La ricetta arriva dal Salento, terra nella quale la mandorla occupa un posto importante nella tradizione dolciaria. La Puglia è infatti una delle regioni italiane storicamente legate alla coltivazione delle mandorle, con produzioni celebri come quella di Toritto, nel Barese, e numerose varietà locali presenti anche nel Salento.

Qui la mandorla entra in moltissime preparazioni tradizionali: dai mustazzoli ai dolci natalizi, dagli agnelli pasquali di pasta di mandorle fino alla pasticceria quotidiana.

Questa crostata, però, ha una storia ancora più personale.

La ricetta apparteneva alla signora Lucia, vicina di casa dell'autrice quando era bambina. Lucia raccontava che l'aveva ricevuta dalla madre, Maria, e che la preparava soprattutto nelle domeniche estive.

La crostata veniva poi portata alle cene organizzate nel cortile condominiale, dove ogni famiglia contribuiva con qualcosa da mangiare. Quando arrivava la stagione dei primi fichi, Lucia li aggiungeva alla torta insieme alle pesche e alle mandorle a lamelle.

Era diventata una piccola tradizione familiare e di vicinato: sapendo quanto piacesse ai bambini, Lucia metteva da parte per loro le prime fette.

La ricetta è stata conservata scritta a mano in una vecchia agenda di famiglia.

È proprio questo il genere di preparazione che racconta una parte importante della cucina italiana: una ricetta semplice, tramandata senza bisogno di essere codificata da un ricettario professionale, ma resa preziosa dalla memoria di chi l'ha preparata e condivisa.

La mandorla nella cucina salentina

La pasta di mandorle è uno degli elementi che accomunano molte tradizioni dolciarie del Sud Italia, ma in Puglia assume caratteristiche proprie.

In questa crostata non viene utilizzata semplicemente come decorazione: costituisce un vero e proprio secondo strato del dolce, posto sopra la frolla e sotto la frutta.

Il risultato è particolarmente interessante perché la pasta di mandorle, preparata con mandorle, zucchero e albume, diventa morbida e profumata durante la cottura, creando un contrasto con la friabilità della frolla.

Fichi e pesche aggiungono invece la parte succosa e fresca, mentre le mandorle a lamelle completano la superficie con una nota croccante.

Ricetta

Dosi

La ricetta è pensata per una crostata da condividere, con quantità sufficienti per una tortiera di dimensioni standard.

Ingredienti

Per la pasta frolla

  • 300 g di farina 00

  • 150 g di burro morbido

  • 150 g di zucchero semolato

  • 2 tuorli

  • 1 uovo

  • 1 limone non trattato

  • ½ bustina di lievito per dolci

Per la pasta di mandorle

  • 200 g di farina di mandorle
    oppure 200 g di mandorle pelate, ridotte finemente in polvere

  • 100 g di zucchero semolato

  • 2 albumi

  • 1-2 cucchiai di acqua, se necessari

Per la farcitura e la decorazione

  • 4-5 fichi piccoli

  • 2 pesche

  • mandorle a lamelle, quanto basta

  • zucchero di canna, quanto basta

Preparazione

1. Preparare la pasta frolla

Lavate e asciugate il limone. Grattugiate finemente la scorza e frullatela insieme allo zucchero semolato.

Aggiungete i 2 tuorli e l'uovo intero e lavorate con una frusta.

Incorporate quindi la farina, il burro morbido e il lievito.

Impastate fino a ottenere un composto compatto e omogeneo.

Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola per alimenti e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

2. Preparare la pasta di mandorle

Mettete gli albumi in una ciotola e unite la farina di mandorle e lo zucchero.

Impastate fino a ottenere un composto compatto.

Se dovesse risultare troppo asciutto, aggiungete uno o due cucchiai di acqua, poco alla volta, fino a raggiungere una consistenza lavorabile.

Avvolgete anche la pasta di mandorle nella pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

3. Preparare la frutta

Lavate delicatamente i fichi e le pesche.

Tagliate entrambi i frutti a pezzettoni, mantenendo la buccia se la frutta è ben lavata e di buona qualità.

La frutta non deve essere eccessivamente matura: durante la cottura dovrà ammorbidirsi senza trasformarsi completamente in una composta.

4. Formare la base

Riprendete la pasta frolla dal frigorifero e stendetela fino a ottenere un disco sufficiente a rivestire il fondo e i bordi della tortiera.

Adagiatela nello stampo facendola aderire bene alle pareti.

Eliminate l'eventuale pasta in eccesso dai bordi.

5. Aggiungere la pasta di mandorle

A questo punto avete due possibilità.

Potete stendere la pasta di mandorle formando uno strato uniforme sopra la frolla.

Oppure, soluzione particolarmente indicata per questa ricetta, potete trasferirla in una sac à poche e distribuirla sulla frolla formando tanti piccoli ciuffi.

Questa seconda tecnica permette alla pasta di mandorle di distribuirsi in modo più irregolare e crea una consistenza particolarmente piacevole dopo la cottura.

6. Aggiungere la frutta

Distribuite i pezzi di fichi e pesche sopra la pasta di mandorle.

Non è necessario disporli in maniera perfettamente geometrica: la caratteristica di questa crostata è proprio il suo aspetto casalingo.

7. Completare

Cospargete la superficie con mandorle a lamelle e terminate con una spolverata di zucchero di canna.

8. Cuocere

Preriscaldate il forno ventilato a 180 °C.

Cuocete la crostata per circa 35-40 minuti, controllando la superficie verso la fine della cottura.

La frolla dovrà risultare dorata, la pasta di mandorle cotta e la frutta morbida ma ancora riconoscibile.

Lasciate raffreddare la crostata prima di tagliarla.

Abbinamenti

A colazione

È perfetta con caffè espresso o cappuccino. La mandorla e la componente burrosa della frolla si sposano particolarmente bene con le note tostate del caffè.

A merenda

Per una merenda estiva si può servire con una tazza di tè nero leggermente agrumato oppure con un tè verde delicato.

Come dessert

Una fetta di crostata può essere accompagnata da una piccola quantità di gelato alla vaniglia.

Un'alternativa più fresca è il gelato al fiordilatte, che lascia protagonisti i sapori della frutta e della mandorla.

Vino

Un Moscato d'Asti è un abbinamento naturale: aromatico, dolce ma dotato di una buona freschezza.

Con una crostata particolarmente ricca di fichi maturi si può scegliere anche un passito, soprattutto se il dolce viene servito a fine pasto.

Varianti con la frutta

La ricetta nasce dall'uso estivo di fichi e pesche, ma la struttura della crostata permette di seguire facilmente la stagionalità.

In estate si possono utilizzare anche:

  • albicocche;

  • susine;

  • pesche noci;

  • fichi di diverse varietà.

In autunno si possono invece sperimentare pere o mele, eventualmente accompagnate da una piccola quantità di cannella.

L'importante è scegliere frutti non eccessivamente acquosi e non troppo maturi, perché devono poter sostenere la cottura senza rilasciare troppa acqua nella pasta di mandorle.

Il risultato

Questa crostata è interessante proprio perché non cerca effetti spettacolari.

È una torta di casa, costruita su tre consistenze: la frolla friabile, la pasta di mandorle morbida e la frutta succosa. Le mandorle a lamelle aggiungono infine una componente croccante.

Ma il vero valore della ricetta sta nella sua storia: non è soltanto una crostata con mandorle, fichi e pesche. È una preparazione nata in una famiglia, passata da una madre a una figlia e poi entrata nella memoria di chi l'ha mangiata da bambina.

È esattamente questo che rende alcune ricette domestiche più preziose di molte preparazioni tecnicamente più elaborate: non conservano soltanto un sapore, conservano un pezzo di vita.

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