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TANGHULU, LO SPUNTINO CINESE CHE SEMBRA UN TALISMANO: LE BACCHETTE DI FRUTTA RICOPERTE DI ZUCCHERO, TRA TRADIZIONE, FORTUNA E FESTE INVERNALI

 


Rosse, lucide, dolci e allo stesso tempo sorprendentemente aspre: le bacche di biancospino candite sono uno degli spuntini più riconoscibili della tradizione popolare cinese. Si chiamano tanghulu e, da generazioni, conquistano grandi e piccoli grazie a una combinazione irresistibile di sapori, consistenze e significati simbolici. Non sono soltanto una golosità da mangiare passeggiando per le strade: rappresentano anche un piccolo frammento della memoria collettiva cinese, legato alle feste, ai mercati tradizionali e all'atmosfera dell'inverno.

Il tanghulu tradizionale si prepara infilando su un bastoncino di bambù alcune bacche di biancospino cinese, conosciute come shanzha, per poi ricoprirle con uno strato di zucchero cotto fino a ottenere una superficie dura, trasparente e brillante.

Il risultato è un contrasto gustativo molto particolare. Al primo morso, la copertura zuccherina si spezza con un caratteristico schiocco croccante; subito dopo arriva il sapore deciso del frutto, acidulo e leggermente astringente, che bilancia la dolcezza dello zucchero. È proprio questo incontro tra dolce e aspro, tra croccantezza esterna e morbidezza interna, a rendere il tanghulu così riconoscibile.

Il nome completo, bingtanghulu, viene comunemente associato all'idea della frutta ricoperta di zucchero cristallizzato. Nella lingua e nell'uso quotidiano, tuttavia, è soprattutto la parola tanghulu a identificare questo celebre spuntino di strada.

In Cina, il tanghulu conquista anche attraverso il suo aspetto. Le bacche, avvolte da una glassa lucida, assumono un colore rosso brillante che richiama simbolicamente la fortuna, la felicità e la prosperità.

Il rosso occupa un posto importante nelle celebrazioni tradizionali cinesi: è associato alla gioia, alle occasioni favorevoli e all'augurio di un futuro positivo. Non sorprende, quindi, che uno spuntino così vistoso sia diventato parte integrante dell'immaginario festivo.

Anche la forma ha contribuito alla sua popolarità. Le bacche rotonde, disposte in fila sul bastoncino, ricordano vagamente una hulu, la zucca a bottiglia tradizionalmente presente nella cultura cinese come simbolo di protezione e, in diversi contesti, di salute e longevità.

Questo non significa che ogni spiedino venga acquistato con l'intenzione esplicita di attirare la buona sorte. Il suo valore simbolico convive con una ragione molto più semplice: il tanghulu è colorato, invitante, facile da mangiare e capace di evocare ricordi d'infanzia. Per molti cinesi, infatti, vederlo significa ritrovare un sapore familiare e un'atmosfera che appartiene alla propria storia personale.

Il tanghulu è particolarmente associato alle regioni settentrionali della Cina, dove il freddo invernale ha storicamente favorito la vendita di questo prodotto all'aperto. Pechino è una delle città più legate alla sua immagine tradizionale, ma lo spuntino è conosciuto ben oltre i confini della capitale.

Le occasioni più caratteristiche per gustarlo sono le fiere popolari, i mercati stagionali e le celebrazioni del Capodanno lunare. È possibile incontrarlo anche durante la Festa delle Lanterne e in altre manifestazioni tradizionali, dove bancarelle e venditori ambulanti contribuiscono a creare un ambiente animato e festoso.

Le fiere dei templi, chiamate miaohui, sono particolarmente rappresentative di questa atmosfera. Tra giochi, spettacoli, oggetti artigianali e specialità gastronomiche, gli spiedini di frutta candita attirano lo sguardo grazie al loro colore intenso. I venditori possono esporre numerosi bastoncini su supporti o pali, creando file di piccoli frutti rossi che sembrano gioielli di zucchero.

Per i bambini sono una tentazione irresistibile; per gli adulti possono diventare un richiamo alla giovinezza e alle passeggiate in famiglia durante le festività. Il tanghulu è quindi molto più di un semplice dessert: è anche un elemento della scenografia tradizionale delle feste cinesi.

PERCHÉ È STORICAMENTE LEGATO ALL'INVERNO?

La relazione tra tanghulu e inverno dipende anche dalle caratteristiche della sua copertura zuccherina. Per ottenere la tipica crosta croccante, lo sciroppo deve essere cotto alla temperatura corretta e raffreddato rapidamente. Una volta solidificato, forma un rivestimento rigido che può diventare appiccicoso se esposto a condizioni ambientali sfavorevoli.

Il freddo, soprattutto nelle città settentrionali, ha tradizionalmente reso più agevole mantenere la glassa nelle condizioni desiderate durante la vendita all'aperto. Il caldo e l'umidità, invece, possono comprometterne la consistenza e favorire l'assorbimento di umidità da parte dello zucchero.

Sarebbe però sbagliato affermare che il tanghulu possa essere consumato soltanto in inverno. La sua stagionalità è soprattutto una caratteristica della tradizione commerciale e dell'immaginario popolare. Oggi, grazie a tecniche di preparazione e conservazione differenti, è possibile trovarlo anche in altri periodi dell'anno, compresi i mesi più caldi.

Il biancospino resta la versione classica, ma negli ultimi anni il tanghulu ha conosciuto numerose reinterpretazioni. Fragole, uva, kiwi e altri frutti vengono infilati sugli spiedini e ricoperti con la stessa crosta zuccherina, dando vita a varianti dai colori e dai sapori differenti.

Le fragole, con la loro forma regolare e il colore rosso intenso, sono particolarmente adatte a questa preparazione. L'uva offre invece bocconi più piccoli, mentre altri frutti permettono di giocare sul contrasto tra dolcezza e acidità.

Queste versioni moderne hanno contribuito a rendere il tanghulu ancora più visibile sui social network e nei video dedicati al cibo di strada. Il rumore della glassa che si rompe sotto i denti, la superficie lucida e l'aspetto quasi decorativo degli spiedini lo rendono particolarmente adatto a immagini e filmati.

La diffusione contemporanea, tuttavia, non cancella il legame con il passato. Anzi, dimostra come una preparazione tradizionale possa trasformarsi senza perdere del tutto la propria identità.

Il successo del tanghulu nasce dall'incontro di elementi diversi: il sapore deciso del biancospino, la croccantezza dello zucchero, il colore rosso portafortuna e la sua presenza nelle feste popolari. A questi aspetti si aggiunge il valore affettivo, perché un alimento semplice può diventare un simbolo di famiglia, infanzia e appartenenza culturale.

Non occorre credere nei talismani per comprenderne il fascino. Basta immaginare una strada invernale, le bancarelle illuminate, il vapore che si alza dai cibi caldi e un venditore che porge uno spiedino rosso e brillante a un bambino.

In quel momento, il tanghulu è insieme una caramella, un frutto, una tradizione e un ricordo. Ed è proprio questa capacità di unire il piacere del cibo al significato culturale a spiegare perché, ancora oggi, continui a occupare un posto speciale nella vita quotidiana e festiva della Cina.

Cesio Endrizzi

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