La Putizza è uno dei dolci più iconici del Friuli-Venezia Giulia, simbolo della tradizione dolciaria friulana e preparata soprattutto durante le festività natalizie. Questo dolce rustico e aromatico, arrotolato a forma di rotolo, è noto per il suo ripieno ricco di noci, uvetta, cioccolato e spezie che conferiscono un gusto unico e avvolgente. La sua preparazione laboriosa riflette la cultura contadina del territorio, dove ogni ingrediente veniva scelto con cura e il tempo dedicato alla cucina era parte integrante della celebrazione familiare.
In questo post scopriremo la storia della putizza, gli ingredienti e la preparazione, la ricetta dettagliata e i migliori abbinamenti per gustarla in piena tradizione.
La putizza ha origini antiche e rappresenta un legame forte tra la cucina friulana e le festività religiose, in particolare il Natale. La parola “putizza” sembra derivare dal termine sloveno “potičnik”, indicante un dolce arrotolato con ripieno di noci e spezie. Ciò riflette la posizione geografica del Friuli-Venezia Giulia, crocevia tra Italia e Mitteleuropa, dove le influenze culinarie slovene e austriache si fondono con le tradizioni locali.
Tradizionalmente, la putizza era preparata dalle famiglie contadine con ingredienti disponibili in casa: noci, uvetta, miele, spezie e un impasto lievitato a base di farina, uova e burro. Il dolce veniva servito in occasione delle festività natalizie, a Capodanno e in alcune zone anche durante matrimoni e altre celebrazioni.
Il rito della preparazione della putizza era sociale e familiare: donne e uomini si riunivano per impastare, stendere e arrotolare il dolce, creando un momento di convivialità che si tramandava di generazione in generazione. Ancora oggi, nelle pasticcerie storiche del Friuli, la putizza rimane un simbolo di festa e tradizione.
La putizza richiede ingredienti semplici ma di alta qualità, fondamentali per ottenere la giusta morbidezza dell’impasto e la ricchezza del ripieno.
Per l’impasto:
500 g di farina 00
100 g di zucchero
100 g di burro
2 uova
200 ml di latte tiepido
15 g di lievito di birra fresco
1 pizzico di sale
Scorza grattugiata di 1 limone
Per il ripieno:
150 g di noci tritate
100 g di uvetta ammollata
50 g di cioccolato fondente a pezzetti
50 g di pinoli
50 g di zucchero
50 ml di grappa o rum
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
Miele q.b. (facoltativo, per rendere il ripieno più morbido)
Per la finitura:
1 uovo sbattuto per spennellare
Zucchero a velo per decorare
La preparazione della putizza è un processo che richiede pazienza, ma il risultato ripaga ampiamente lo sforzo.
Preparazione dell’impasto:
Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero. In una ciotola grande, mescolate la farina con lo zucchero e il sale, poi aggiungete le uova, il burro ammorbidito e la scorza di limone. Aggiungete infine il latte con il lievito e impastate fino a ottenere un composto liscio ed elastico. Coprite l’impasto con un canovaccio e lasciatelo lievitare per circa 1-2 ore, o fino al raddoppio del volume.Preparazione del ripieno:
In una ciotola, mescolate le noci tritate, l’uvetta ammollata, i pezzetti di cioccolato, i pinoli, lo zucchero, la cannella, il cacao e la grappa (o il rum). Se desiderate un ripieno più morbido e aromatico, aggiungete un cucchiaio di miele.Stesura dell’impasto:
Una volta lievitato, stendete l’impasto su una superficie leggermente infarinata, formando un rettangolo di circa 1 cm di spessore. Distribuite il ripieno in modo uniforme sull’impasto, lasciando un bordo libero sui lati per facilitare la chiusura.Arrotolamento e cottura:
Arrotolate l’impasto su se stesso, formando un rotolo compatto. Sigillate bene i bordi e posizionate la putizza su una teglia rivestita di carta forno. Spennellate con l’uovo sbattuto e infornate a 180°C per circa 40-50 minuti, fino a ottenere una superficie dorata.Raffreddamento e decorazione:
Lasciate raffreddare completamente la putizza su una gratella. Prima di servire, spolverizzate con zucchero a velo per un tocco finale elegante e festivo.
La putizza, con il suo gusto ricco e speziato, si presta a diversi abbinamenti che ne esaltano i sapori e la tradizione:
Vini dolci:
Perfetta con vini dolci regionali come il Picolit o il Moscato Giallo, il contrasto tra il dolce del vino e il sapore ricco del ripieno di noci e cioccolato crea un equilibrio raffinato.Bevande calde:
La putizza si abbina splendidamente a caffè espresso, tè speziato o cioccolata calda, esaltando le note aromatiche delle spezie e della frutta secca.Liquori aromatici:
Digestivi come grappa, rum o amaro alle erbe completano l’esperienza gustativa, richiamando le spezie presenti nel ripieno e le tradizioni friulane.Gelato o crema:
Per una versione più moderna, servire la putizza a fette con gelato alla vaniglia o crema pasticcera crea un dessert elegante e scenografico, perfetto per cene festive.
Curiosità sulla Putizza
La putizza viene preparata in molte varianti regionali: alcune includono fichi secchi o frutta candita, altre aggiungono semi di zucca o mandorle, riflettendo le influenze mitteleuropee e la disponibilità di ingredienti locali.
La forma arrotolata del dolce è un simbolo di continuità e prosperità, motivo per cui veniva tradizionalmente preparata durante il Natale e altre feste importanti.
In alcune famiglie friulane, la preparazione della putizza era un vero rito collettivo, con tutti i membri coinvolti nel mescolare il ripieno, arrotolare l’impasto e decorare il dolce.
La Putizza non è solo un dolce: è un patrimonio della tradizione friulana, simbolo di convivialità, festività e sapori autentici. La sua preparazione richiede pazienza, ma il risultato è un dessert aromatico, ricco e versatile, perfetto da gustare in famiglia o da regalare durante le festività.
Preparare la putizza in casa significa portare sulle proprie tavole un pezzo di storia del Friuli-Venezia Giulia, assaporando ogni morso di questo dolce arrotolato, fragrante e avvolgente. Grazie agli abbinamenti con vini dolci, bevande calde e dolci complementari, la putizza si conferma come un dessert completo, capace di unire tradizione e gusto in maniera perfetta.






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