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Piada dei Morti: la Focaccia Dolciaria che Incrocia Storia, Mito e Gusto Romagnolo

Quando pensiamo alle tradizioni gastronomiche italiane legate alla festa dei morti, molte idee affiorano alla mente — ma poche sono così evocative e stratificate come la Piada dei morti. Non un semplice dolce, non una piadina salata come la conosciamo, bensì una focaccia dolce e fragrante — originaria del riminese in Romagna — che racconta un ponte tra il mondo dei vivi e quello dei trapassati, tra il ciclo stagionale dei raccolti e il rito di commemorazione della festa di Ognissanti e dei Defunti (1–3).

Il nome “piada” deriva solo dalla sua forma piatta e rotonda, ma ciò che custodisce al suo interno — uvetta, mandorle, noci e pinoli — è un simbolo di abbondanza e protezione. La tradizione ha radici antichissime: secondo alcuni studiosi, risalirebbe alle usanze dei Celti della Romagna, che durante la notte di Samhain — considerata la vigilia del nuovo anno celtico — credevano che gli spiriti dei defunti tornassero a visitare i vivi. Preparare piada e altri alimenti speciali era un modo per accoglierli e onorarli (1, 3, 5).

Nel corso dei secoli, la Piada dei morti si è trasformata da rito propiziatorio in dolce di casa e festa: anticamente preparata con mosto d’uva, oggi viene spesso realizzata con l’uvetta imbevuta nel vino Sangiovese per richiamare i profumi dell’autunno e della vendemmia (1, 25).

Nonostante il nome, chi assaggia la piada per la prima volta resta sorpreso: è un dolce morbido, profumato, capace di evocare l’atmosfera autunnale italiana con un solo morso — un leggero croccante dato dalla frutta secca, e un cuore soffice che parla di mani operose e storie senza tempo.

La Ricetta (Ingredienti per 4 persone)

Per l’impasto principale:

  • Farina 00 di buona forza: 250 g

  • Farina Manitoba (o farina forte): 250 g

  • Zucchero semolato: 120 g

  • Latte intero tiepido (circa 30–35 °C): 150 ml

  • Olio extravergine d’oliva: 100 ml (o metà burro morbido)

  • Uova intere: 2

  • Lievito di birra fresco: 20 g

  • Vino rosso (o mosto d’uva): 40–50 ml

  • Uvetta sultanina ammollata: 70 g

  • Pinoli: 30 g

  • Noci sgusciate: 80 g

  • Mandorle sgusciate: 80 g

Per la glassatura (facoltativa ma tradizionale):

  • Tuorlo d’uovo: 1

  • Latte: 2 cucchiai

  • Zucchero a velo: q.b.


Il Procedimento Tecnico

  1. Attivazione del lievito
    In una ciotola, sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero. Lasciare riposare circa 10 minuti, finché non si formano piccole bolle in superficie — segno che il lievito è attivo.

  2. Impasto base
    Versa in una planetaria o su un piano di lavoro le due farine setacciate insieme con lo zucchero. Crea una fontana e al centro aggiungi il composto di latte e lievito, l’olio extravergine, le uova e il vino rosso (o mosto).

  3. Incordatura dell’impasto
    Impasta delicatamente fino a ottenere un impasto morbido, elastico e leggermente appiccicoso. Lavoralo per circa 10–12 minuti (o in planetaria con gancio per 8–10 minuti), finché non risulta omogeneo e ben incordato.

  4. Prima lievitazione
    Forma una palla, trasferiscila in una ciotola leggermente oliata, copri con pellicola e lascia lievitare in luogo tiepido per 2–3 ore o fino al raddoppio del volume.

  5. Formatura e decorazione
    Riprendi l’impasto e stendilo con le dita in una teglia da forno rotonda foderata con carta oleata. Distribuisci uniformemente l’uvetta, i pinoli, le noci e le mandorle sulla superficie, affondandoli appena nella pasta.

  6. Seconda lievitazione
    Copri la teglia e lascia lievitare ancora 1–2 ore — questa fase è fondamentale per ottenere una texture morbida e soffice che si scioglie in bocca.

  7. Glassatura e cottura
    In una piccola ciotola, sbatti il tuorlo con il latte e una spolverata di zucchero; spennella la superficie della piada. Cuoci in forno preriscaldato a 180 °C per 30–35 minuti, finché la superficie non è dorata e profumata.

La piada dei morti va servita leggermente tiepida o a temperatura ambiente, tagliata in fette generose. Per valorizzarne i colori e le consistenze:

  • Disporre le fette su un piatto di portata rustico o in ceramica dalle tinte calde, che richiamino l’autunno.

  • Aggiungere qualche mandorla intera o nocciola tostata intorno per creare contrasto croccante.

  • Eventualmente accompagnare con un filo leggero di miele di castagno per esaltare la dolcezza naturale e la frutta secca.

Abbinamenti (Wine & Mood)

vino del territorio: Sangiovese di Romagna DOC — la sua acidità equilibrata e il profilo fruttato accompagnano perfettamente la frutta secca e il lieve sentore di mosto del dolce, creando un abbinamento armonico e tradizionale.

vino internazionale: Porto bianco leggermente aromatico — con le sue note di frutta secca, miele e acidità moderata, si sposa splendidamente con le consistenze morbide della piada e la sua ricchezza aromatico-natalizia.

Mood & occasione: Ottimo per colazione o merenda nei freddi pomeriggi d’autunno, accompagnato da un tè nero corposo o un cappuccino. In tavola può far parte di un buffet di dolci tipici della festa dei morti o di Ognissanti, creando un ponte tra convivio, memoria e tradizione.

La Piada dei morti è molto più di una semplice focaccia dolce: è un simbolo della cultura romagnola, un dolce legato al ciclo delle stagioni e alle usanze popolari, e un esempio di come la cucina possa raccontare storia, mito e festa in ogni morso.



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