Ci sono dolci che sembrano essere stati progettati da qualcuno che non li ha mai mangiati.
La fetta di torta alla crema è uno di questi.
La guardi sul piatto: due sottili strati di pasta sfoglia, in mezzo una generosa quantità di crema pasticcera, magari una superficie spolverata di zucchero a velo. Tutto sembra perfettamente ordinato.
Poi arriva la forchetta.
Oppure, peggio ancora, i denti.
Appena eserciti una pressione sulla parte superiore, la sfoglia si spezza, la crema cerca disperatamente una via di fuga e in pochi secondi quello che sembrava un elegante dessert diventa una massa di crema sul piatto.
La domanda, quindi, è legittima: come si dovrebbe mangiare?
La risposta breve è: con una forchetta da dessert, procedendo lateralmente e dall'esterno verso l'interno, senza cercare di schiacciare l'intera fetta dall'alto.
Ma per capire perché, bisogna prima capire che dolce abbiamo davanti.
Una delle versioni più note è la cremeschnitte, diffusa nell'Europa centrale e nei Balcani, con varianti locali presenti in Austria, Slovenia, Croazia, Serbia e altri Paesi. Il nome deriva sostanzialmente dall'idea di una "fetta di crema". La preparazione appartiene alla grande famiglia dei dolci composti da pasta sfoglia e crema pasticcera.
Non esiste però una singola ricetta universale.
In alcune versioni gli strati di sfoglia sono molto sottili e croccanti; in altre la crema è particolarmente alta e compatta. Alcune utilizzano una copertura di zucchero a velo, altre una glassa. Esistono anche versioni in cui la crema viene stabilizzata con ingredienti che le permettono di mantenere una forma più netta.
Ed è proprio qui che nasce il problema.
La crema pasticcera è morbida. La sfoglia è fragile. Il coltello o la forchetta esercitano pressione. Tre materiali con caratteristiche completamente diverse vengono costretti a rimanere insieme.
Non è esattamente una struttura architettonica destinata alla stabilità.
Il primo errore è quindi cercare di mangiare la fetta come si mangerebbe una fetta di torta tradizionale.
Se si infilano i denti verticalmente nella parte superiore, la pressione viene trasmessa verso il basso. La sfoglia superiore può rompersi prima che la crema abbia avuto il tempo di opporre una resistenza uniforme. La crema, non essendo solida, viene spinta lateralmente.
E la fisica fa il resto.
Il secondo errore è tentare di tagliare tutta la fetta con un unico movimento verticale. Se la sfoglia superiore è molto croccante, può frantumarsi; se è troppo resistente, può trascinare con sé la crema; se la crema è molto morbida, può semplicemente essere espulsa dai lati.
La soluzione più pratica è usare una forchetta da dessert.
Non bisogna necessariamente infilzarla verticalmente al centro della fetta. È più efficace cominciare da un bordo e separare una piccola porzione.
La forchetta può essere utilizzata per tagliare progressivamente la sfoglia e contemporaneamente sostenere la crema. Invece di comprimere l'intero dolce, si riduce la quantità di struttura che deve essere attraversata a ogni boccone.
In altre parole: non bisogna cercare di vincere contro la fetta intera.
Bisogna smontarla diplomaticamente.
Una tecnica particolarmente efficace consiste nel prendere una piccola porzione dall'estremità della fetta, facendo passare la forchetta attraverso gli strati con una pressione moderata. Se la sfoglia è molto croccante, può essere necessario usare il bordo della forchetta come una piccola lama, con movimenti brevi anziché con una pressione verticale continua.
Una volta separato il boccone, lo si raccoglie con la forchetta cercando di mantenere insieme sfoglia e crema.
Questo è importante perché il boccone ideale non dovrebbe essere costituito soltanto da crema.
La ragione per cui questi dolci sono piacevoli è proprio il contrasto fra croccantezza e morbidezza. La sfoglia porta burro, tostatura e friabilità; la crema porta umidità, dolcezza e consistenza vellutata.
Mangiare prima tutta la sfoglia e poi tutta la crema significa perdere buona parte dell'esperienza.
C'è poi un altro dettaglio interessante: la temperatura.
Una fetta di crema appena preparata può essere più difficile da gestire perché la crema potrebbe non essersi ancora stabilizzata completamente. Dopo un adeguato riposo in frigorifero, invece, la crema mantiene meglio la propria struttura.
Questo non significa che bisogna mangiare il dolce gelato. La temperatura influenza anche aroma e consistenza. Ma una crema sufficientemente fredda e stabilizzata tende a comportarsi molto meglio sotto la pressione della forchetta.
E qui arriviamo a una questione che spesso viene trascurata: se la crema esce immediatamente da tutti i lati, potrebbe non essere soltanto colpa del commensale.
Un dolce di questo tipo deve essere costruito correttamente.
La crema deve avere una consistenza abbastanza sostenuta da poter essere tagliata. La sfoglia deve essere cotta in modo uniforme. Gli strati devono essere sufficientemente resistenti da mantenere la struttura senza diventare duri.
Se la crema è troppo liquida, qualsiasi tecnica diventa una battaglia persa.
Se invece la crema è troppo gelatinosa, il dolce può risultare compatto e poco piacevole.
La buona cremeschnitte sta quindi in un equilibrio piuttosto preciso.
La versione classica è generalmente composta da pasta sfoglia e crema pasticcera. La crema viene preparata con latte, tuorli, zucchero e amido, spesso aromatizzata con vaniglia. La miscela viene cotta fino a raggiungere la consistenza necessaria e poi raffreddata. La sfoglia viene cotta separatamente fino a diventare ben dorata e croccante.
Una volta assemblato, il dolce deve riposare affinché gli strati possano stabilizzarsi.
Ed è proprio questa stabilità che permette di portarlo dal frigorifero al piatto senza che si trasformi immediatamente in una colata di crema.
Naturalmente esiste anche una questione di galateo.
In un contesto formale, una fetta di questo genere non è certamente destinata a essere presa con le mani e addentata come un panino. La forchetta da dessert è lo strumento naturale. In alcune situazioni può essere utile anche un coltello da dessert, soprattutto se la sfoglia è particolarmente resistente.
Ma non esiste una legge universale secondo cui bisogna necessariamente mangiarla secondo un rituale complicato.
La regola fondamentale è molto più semplice: porzioni piccole, pressione controllata e nessun tentativo di schiacciare l'intera fetta contemporaneamente.
È anche perfettamente accettabile lasciare che qualche briciola cada sul piatto.
Quello che non è particolarmente elegante è inseguire la crema con la forchetta mentre scivola da una parte all'altra del piatto.
Se il dolce è molto alto, si può procedere ancora più lentamente. Si prende una piccola porzione dalla parte anteriore, si mantiene insieme con la forchetta e si continua progressivamente verso il centro.
In questo modo la fetta perde altezza poco alla volta invece di collassare tutta insieme.
E c'è un piccolo trucco che vale anche per molti altri dolci stratificati: non combattere la struttura, assecondala.
Una millefoglie, una cremeschnitte o una torta a più strati non devono essere necessariamente trattate come una normale fetta di pan di Spagna. Sono costruzioni composte da materiali diversi. La tecnica migliore consiste nel separare progressivamente gli strati e ricomporli nel boccone.
È quasi una questione di ingegneria alimentare.
E forse questa è la parte più divertente della domanda iniziale.
Il fatto che possiamo acquistare una fetta di torta alla crema in una pasticceria non significa che qualcuno abbia necessariamente previsto una tecnica segreta che tutti conoscono tranne noi. Significa semplicemente che, come accade con moltissimi altri cibi, abbiamo sviluppato utensili e abitudini per gestire consistenze diverse.
La forchetta da dessert non è soltanto una versione piccola della forchetta normale.
È lo strumento che consente di prendere una porzione controllata di un alimento delicato senza distruggerlo.
Quindi, la prossima volta che vi trovate davanti a una cremeschnitte, non cercate di morderla come se fosse un panino.
Non schiacciatela dall'alto.
Non provate a tagliarla in due come se fosse una bistecca.
Prendete una forchetta da dessert, cominciate dal bordo, procedete con piccoli movimenti e fate in modo che ogni boccone contenga un po' di sfoglia e un po' di crema.
E se alla fine rimane una piccola quantità di crema sul piatto?
Nessun dramma.
Probabilmente è semplicemente il prezzo da pagare per aver costruito un dessert che, per quanto riguarda la meccanica, ha scelto deliberatamente di essere più complicato di quanto fosse necessario.
Cesio Endrizzi





